Mercoledì, al Teatro Palladium di Roma, dibattito col “Piotta”, rapper e produttore. Sabato 24, al Museo Pasqualino di Palermo, presentazione del libro di Carmine Aymone su Pino Daniele. Ingresso libero per entrambi, ovviamente.

Finalmente disponibile il mio ultimo libro dedicato alla nascita della canzone francese.

La canzone francese ha vissuto la sua età dell’oro tra gli anni ’50 e gli anni ’70 del secolo scorso, quando autori e interpreti straordinari hanno creato un genere che ha ottenuto fama internazionale e ha aperto la strada del rinnovamento anche in altri paesi, a cominciare dall’Italia. Poco si conosce, però, della genesi della canzone francese, nata nella Parigi “capitale del XIX secolo” e che è forse il primo esempio al mondo di canzone autenticamente moderna, parte integrante della neonata sfera pubblica, dell’avvento della società di massa e dell’industria dell’intrattenimento.
Questo libro indaga in profondità, servendosi di una griglia interpretativa interdisciplinare, i momenti meno noti della canzone francese: le ballate popolari anonime, i primi chansonnier come Béranger e Aristide Bruant, argomenti di solito sbrigativamente liquidati nelle prime pagine dei libri dedicati all’argomento, trovano qui lo spazio e l’attenzione che meritano, mentre Édith Piaf viene inquadrata nell’ambito della chanson réaliste, riflesso del naturalismo letterario, che include figure poco conosciute in Italia come Fréhel e Damia. Analizzando il contesto e le opere in sé, nel loro ricavarsi uno spazio autonomo tanto dalla poesia quanto dalla canzone ‘colta’, il volume percorre poi sia la strada del music hall con artisti come Maurice Chevalier e Mistinguett, sia quella della canzone del dissenso, che ha le sue origini nei cabaret di Montmartre, si sviluppa negli anni ’30 con Gilles et Julien nel difficile clima politico dell’epoca e sfocia nello stile rive gauche: un lungo momento di incubazione, insomma, di forme, linguaggi, temi e motivi che forniranno il sostrato alla grande esplosione del secondo dopoguerra a partire dalla rivoluzione di Charles Trenet.
Un libro sulla nascita della canzone francese che è anche un libro su Parigi, eterna ‘musa’ del genere e città catalizzatrice di energie artistiche provenienti dall’intero mondo francofono, le cui mutazioni urbanistiche e antropologiche sono la principale fonte di ispirazione della grande tradizione della chanson.

Sul numero di Blow Up in edicola un mio articolo ‘autobiografico’ sul disco Sotto il segno dei pesci, di Antonello Venditti, riassunto e riflessione sugli anni ’70.

Sul numero di dicembre di Blow Up, un mio lungo articolo su Charles Trenet, l’uomo che negli anni ’30 rivoluzionò la canzone francese.

Mercoledì 3 novembre, insieme a Daria Pomponio, presenterò il film Rocket Man, dedicato alla vita di Elton John. Teatro Palladium, Roma, ore 18, nell’mabito della rassegna Vite in musica.

Il 1 ottobre è venuto a mancare, a soli 57 anni, Antonio Rostagno, professore di musicologia alla Sapienza di Roma. Fu lui a farmi, ormai tanto tempo fa, l’esame che mi consentì di vincere il dottorato di ricerca in Storia e analisi delle culture musicali all’Università Sapienza di Roma. Diventammo amici, lo affiancai agli esami e poi per anni abbiamo condiviso cene, passeggiate a Roma e a Napoli, visite alle librerie, pene e speranze reciproche, discutendo di tutto, confrontandoci su tante cose. Un vero gentiluomo, mai scortese con gli studenti, mai arrogante con nessuno, sempre affabile ma con un velo di tristezza sul viso. E poi uno studioso vero, un intellettuale, curioso anche di cose lontanissime da quelle di cui si occupa professionalmente. Ha dato contributi importanti alla storia della musica dell’Ottocento, in particolare a quella dell’opera e dei repertori pianistici in un’ottica ampia e trasversale. Quello che Antonio ha fatto resterà, ne sono sicuro. E mi auguro che qualche editore possa raccogliere tutti i suoi scritti per non disperdere un lavoro appassionato e profondo che, ne sono certo, sarà ancora utile in futuro.
RIP

Ringrazio le tante persone che mi hanno eletto nel comitato scientifico del Gatm (Gruppo di Analisi e Teoria Musicale), che include musicologi e musicisti facenti capo sia alle università che ai conservatori italiani: cercherò di fare del mio meglio per onorare gli impegni che ho assunto nel programma.

Sul numero di giugno di Blow Up un mio lungo articolo su Cat Stevens (o Yusuf Islam dopo la sua conversione all’Islam), uno dei più grandi autori di canzoni pop del secolo scorso.