Venerdì 1 dicembre, alle 18.30, presenterò a Napoli il libro Tradizioni popolari napoletane, di Claudio Corvino. Appuntamento alla libreria Mondadori Bookstore, piazza Vanvitelli.

Lunedì 27 alle ore 17, nell’Auditorium dell’ ICBSA di via Caetani a Roma, presenterò, insieme a Ignazio Macchiarella (Università di Sassari) e a Massimo Privitera (Università di Palermo), il volume sulla canzone siciliana di Consuelo Giglio. Seguirà concerto. Non mancate se siete in zona!

On 13 June great American musicologist Philip Gossett passed away in Chicago. Gossett was one of the architects of what was a real revolution in the world of opera, that of the so-called ‘critical edition’, namely the reworking , based on the sources, of the operas of Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi. A work which brought to a new way of reading and performing the great operas of the Italian tradition, abandoning sedimented and improper performing habits and rediscovering the original text of the author. Whether such a method (brilliantly discussed in Divas and Scholars, The University of Chicago Press, 2006)    is accepted or not, nobody can deny the genius of the man, his rigour, the exceptional skills that brought him to collaborate with the most important world directors and with the most prestigious productions. I met such an extraordinary figure in the years of my doctorate in musicology at the University of Rome and I have a great memory of him: that of a generous and available person. We became friends and we saw each other frequently until, getting worse, he retired in Chicago. Still then, we kept in touch via mail (our last contact dates back to March and still he was prodigal of advice for me). I want to remember him here as one of the best and important people I have met in the last years together with Sheila Whiteley, who taught popular music at the University of Salford (another person to whom I owe a lot and who died too soon some years ago). In my imagery they are connected, although they did not know each other, as representative of that open Anglo-Saxon mentality, devoid of provincialism and favouritism, oriented towards the real development of the knowledge and not to the consolidation of positioning and nepotism. Fare Thee Well, Philip.

Il 13 giugno 2017 è morto a Chicago il grande musicologo americano Philip Gossett. Gosset è stato uno degli artefici di quella che è stata una vera e propria rivoluzione copernicana nel mondo dell’opera e che risponde al nome di ‘edizione critica’, vale a dire della rilettura, fatta sulle fonti, delle opere di, tra gli altri, Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi: un lavoro che ha portato negli anni ad una ridefinizione nel modo di leggere e interpretare le opere della grande tradizione italiana, con l’abbandono di sedimentate e improprie stratificazioni esecutive e con la riscoperta del testo originale dell’autore. Che si accetti o no questo metodo (descritto brillantemente nel volume Divas and Scholars, The University of Chicago Press, 2006, tradotto anche in italiano), non si può non riconoscere il genio dell’uomo, il suo rigore, le eccezionali capacità che lo hanno portato a lavorare a fianco dei più grandi direttori d’orchestra del mondo e nelle produzioni più prestigiose.  Avevo conosciuto questo straordinario personaggio negli anni del mio dottorato di ricerca in ‘Storia e analisi delle culture musicali’ all’Università Sapienza di Roma e ne ho un ricordo bellissimo: quello di una persona generosa e disponibile. Facemmo amicizia e ci  incontravamo di tanto in tanto all’Università. Poi ci siamo sempre tenuti in contatto via mail quando, peggiorando le sue condizioni di salute, si era ritirato nella sua città senza più fare ritorno a Roma (l’ultimo nostro contatto risale a marzo e ancora si prodigava in consigli per me). Vorrei ricordarlo qui come una delle persone più belle e importanti che io abbia incontrato nel mondo della musica così come Sheila Whiteley, che insegnava popular music nell’Università di Salford (altra persona a cui debbo molto  e anche lei venuta a mancare troppo presto). Nel mio immaginario sono entrambi collegati, anche se non si sono mai conosciuti, come rappresentanti di quella mentalità anglosassone aperta, scevra di provincialismi e di favoritismi, dedita allo sviluppo degli studi e non al consolidamento di rendite di posizione e di nepotismi. Addio Philip.

Giovedì 25, nel pomeriggio, sarò a Palermo per un convegno sulla musica di strada (“Street Music and Narrative Traditions”) con una relazione sul ‘Sor Capanna’, cantastorie romano dei primi del ‘900. Il convegno si terrà presso il Museo delle Marionette A. Pasqualino. Ecco il programma della sessione in cui sono convolto.

13:00–15:00 Lunch

 15:00–17:00

panel session

 Street Singers between Tradition and Modernity II

Chair:  David Atkinson

Kuhn, Hans (Australian National University, Australia)

Beggars and Buskers, Orphans and Jews: Songs about Marginal Figures in Nineteenth-Century Denmark

Vacca, Giovanni (Independent scholar, Rome, Italy)

     “Sentite che ve dice er Sor Capanna…”: The Latest Street-Singer in Rome

Cohen, Judith R. (York University, Toronto, Canada)

Adultery, Conversion and Fires: Shared Themes of Yiddish and Judeo-Spanish Ballads

McEntire, Nancy (Indiana State University, USA)

“The Street is my Studio.” A Portrait of a Contemporary Street Musician in
Salt Lake City, Utah

Nota has just published the book Perspectives on a 21st Century Comparative Ethnomusicology: Ethnomusicology or Transcultural Musicology?, edited by Giovanni Giuriati e Francesco Giannattasio, with my essay (in English): Songs and the City. Itinerant musicians as Living “Song Libraries” at the Beginning of the 20th Century in Naples: the ‘Posteggiatori’. More details in the “Partnesrships and Essays” section.

Appena uscito, presso Nota, il volume collettivo Perspectives on a 21st Century Comparative Ethnomusicology: Ethnomusicology or Transcultural Musicology?, curato da Giovanni Giuriati e Francesco Giannattasio, con un mio saggio in inglese dal titolo Songs and the City. Itinerant musicians as Living “Song Libraries” at the Beginning of the 20th Century in Naples: the ‘Posteggiatori’ . Più dettagli nella sezione “Collaborazioni e saggi”.