E dopo lo Sponz Fest… su Blow Up di questo mese un’intervista con Vinicio Capossela e la recensione del cd della Banda della Posta!

Il 28 agosto sarò a Calitri per un seminario nell’ambito dello Sponz Fest organizzato da Vinicio Capossela… Con me ci saranno, oltre allo stesso Vinicio, anche Marisa Tortorelli e Valentina Curatoli (storiche delle religioni dell’Università Federico II di Napoli), l’antropologo Claudio Corvino e lo storico delle religioni Erberto Petoia (entrambi membri del Centro Studi Alfonso M. Di Nola e non ancora annunciati nella locandina che vedete in alto) per un dibattito sulla cultura popolare e i riti matrimoniali. Non mancate!

Il 14 luglio di venti anni fa moriva Léo Ferré: una mia lunghissima rilettura critica della sua opera sul numero attualmente in edicola di Blow Up

http://www.blowupmagazine.com/cont/leo-ferre.asp

Nella sezione articoli, il pdf dell’intervista che gli feci nel 1990 e che pubblicammo su il manifesto (Alias) il 10 luglio 2004

Vinicio Capossela mi ha chiesto di scrivere una breve nota di presentazione da usare nei comunicati stampa per il cd della Banda della Posta, Primo Ballo, da lui prodotto. Vuole essere una piccola introduzione alla musica della Banda, e infatti così la abbiamo chiamata. Eccola:

Un repertorio di musiche da ballo nate a diverse latitudini negli anni ’20 e ’30 e arrivate in qualche modo in un piccolo paese di montagna irpino: forse la radio, i primi dischi, qualche emigrante di ritorno. Un gruppo di musicanti le impara e negli anni ’50 mette su un’orchestrina per suonarle agli ‘sposalizi’, momento centrale della vita di ogni comunità nello sterminato Mezzogiorno d’Italia, avviando un’attività semiprofessionale. Poi, con il boom economico, questa attività subisce un rallentamento, scompare addirittura, per rinascere come momento di diletto nella piazza dell’ufficio postale. Musiche in qualche modo rituali, dunque, ma nella loro esecuzione esenti da ogni trattamento, da ogni personalismo, da ogni virtuosismo e suonate soprattutto per il piacere di divertirsi tra amici, quasi con la stessa logica di un tranquillo gioco a bocce. Ecco allora melodie originali fedelmente riprodotte, fraseggi stilizzati, ritmiche marcate, in un’assoluta indifferenza al fascino del jazz e delle musiche afroamericane (che pure erano già arrivate nel nostro paese) e con un’adesione viscerale, invece, per valzer, polke e quadriglie e con qualche concessione al tango, che pure del valzer fu il rovescio. E poi strumenti utilizzati in maniera ‘basica’, rudimentale direi, soprattutto quando arrivano le tastiere che fatalmente vanno a integrare l’organico tradizionale: di sicuro, infatti, qui non c’è nessuno sforzo per sfruttare le potenzialità (soprattutto timbriche) delle nuove tecnologie, proprio come avviene per le persone anziane che spesso si sono fermate al primo livello di un’innovazione tecnologica e se lo sono portato dietro per sempre: probabilmente è anche per questo che il suono delle prime tastiere elettroniche, le Elka, le Farfisa, è diventato costitutivo del sound del gruppo e da allora è rimasto lo stesso. E poi, non toglierebbe forse, l’eventuale ricerca, piacere al gioco? Non genererebbe ‘ansie da prestazione’ di originalità musicale?

Una musica “a bassa definizione”, insomma, con brani che se li dovesse proporre un qualsiasi gruppo urbano verrebbe naturale metterci quanto meno uno scarto ironico di qualsiasi tipo, tanto prevedibili sono le associazioni che essi ingenerano. Chi potrebbe suonare oggi, con la massima serietà, Espana Cani o Creola? Chi non vi coglierebbe un esotismo ormai d’altri tempi? E invece i suonatori della Banda della Posta lo fanno proprio con la massima serietà, “solenni e impassibili” come nota acutamente Vinicio nelle note di copertina del cd; perché non solo la solennità e l’impassibilità sono ovunque tratti stilistici fondanti dell’espressività popolare ma anche perché quello che per noi è esotismo, per le comunità povere degli anni ’50 fu l’immaginario: un immaginario di tale potenza evocativa da mantenersi intatto per i vecchi esecutori che, giustamente, lo sentono tuttora come proprio. E che forse possiamo cogliere anche noi se, liberi dal mito della novità a tutti i costi, mutiamo la qualità dello sguardo (pardon, dell’udito…) e lo riconosciamo, collocandolo nella storia delle comunità che lo hanno interiorizzato e vissuto.

Grazie a tutti quelli che sono intervenuti al convegno napoletano e che ci hanno ascoltato… è per me motivo di grande soddisfazione sapere che la mia relazione ha fornito lo spunto per il tema del convegno del 2014, che sarà sulla vocalità nella canzone. A presto!

Il 17 e il 18 maggio, nell’ambito delle attività della Fondazione Roberto Murolo, si terrà un convegno sulla canzone napoletana. Per chi fosse interessato ecco il programma completo. La mia relazione cercherà di problematizzare il tradizionale assunto ‘Bruni popolare-Murolo borghese’ a partire dallo stile vocale dei due grandi interpreti.

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Abbiamo aggiunto, nella sezione articoli, moltissimi pezzi scritti per Alias, il supplemento settimanale del quotidiano il manifesto, tra il 2003 e il 2013. Buona lettura!

Non perdetevi il numero appena uscito di Blow Up (dicembre 2012): da pag. 80 a pag. 86 una lunga intervista a Eleonora Bruni sulla vocalità nella musica rock con tanto di consigli per cantanti, glossario tecnico e scheda anatomica… un panorama completo su un approccio nuovo alla voce alla luce dei più recenti studi di foniatria e “vocologia artistica”…

Volume!

Segnalo, a chi fosse interessato, che è uscito il primo numero di Volume!, rivista internazionale di Popular Music. Volume! è curato da Sheila Whiteley e da Jedediah Sklower e verrà pubblicato sia in inglese che in francese. Il numero appena ultimato  (per ora in lingua francese) è dedicato al rapporto tra musiche e controculture e contiene saggi di alcuni tra i più importanti studiosi della materia (come la stessa Sheila Whiteley, Andy Bennett, Simon Warner ed altri) ed include un mio contributo su come le controculture degli anni del dopoguerra hanno trasformato la scena musicale napoletana. La versione in lingua inglese verrà pubblicata nel 2013 (vedi la sezione ‘collaborazioni e saggi’ di questo sito).

Vi giro due link tramite i quali potete avere informazioni:

http://www.cairn.info/revue-volume-2012-1.htm

http://volume.revues.org/1643