Legacies of Ewan MacColl

Ho il piacere di annunciare che finalmente, dopo una lunga e travagliata gestazione, l’editore Ashgate ha messo in cantiere, per novembre di quest’anno, la pubblicazione del mio volume Legacies of Ewan MacColl (curato insieme al musicologo inglese Allan F. Moore).  Il libro contiene il testo della lunghissima intervista che io feci al grande folksinger inglese nel 1987 e nel 1988 ed alcuni saggi critici che contestualizzano il lavoro di MacColl nel teatro e nella musica popolare e la sua attività politica, che incomincia negli anni ’30 e si conclude soltanto con la sua scomparsa. Si tratta di un documento storico, non solo perché è l’ultima e la più lunga intervista da lui mai concessa ma anche perché attraversa un secolo di storia inglese vista ‘dal basso’. Il libro, che si apre con una prefazione di Peggy Seeger, esce in occasione del venticinquennale della morte dell’artista. Per dettagli si veda il link

ashgate.com

Legacies of Ewan MacColl

I have the pleasure to announce that, after a long and hard work, Ashgate has scheduled for November my book Legacies of Ewan MacColl (co-edited with the English musicologist Allan F. Moore). It contains the text of the long interviews I did with the great British folksinger in 1987 and 1988 and also includes some critical essays that contextualize MacColl’s work in music and theatre and discuss his political activities, that started in the ‘3os and only ended with his death. This book is a historical document not only because it’s MacColl’s last and longest interview but also because it goes through a century of British history seen ‘from below’. Legacies of Ewan MacColl opens with a preface written by Peggy Seeger and it will be published on the occasion of twenty-five years after MacColl’s death. For details see the link

ashgate.com

E’ scomparso Francesco Di Giacomo, una delle più belle voci della musica italiana,  un grande artista, un artista gentiluomo. Mi piace ricordarlo così perché ho avuto modo di conoscerlo e frequentarlo circa venti anni fa, quando ho insegnato per qualche tempo al liceo Marconi di Zagarolo, in provincia di Roma, dove lui viveva  e dove è morto in un assurdo incidente stradale, per fortuna senza altre vittime. Ci incontravamo per strada e al supermercato e qualche volta cenavamo assieme. Quando i ragazzi del liceo andarono in autogestione mi chiesero di coinvolgerlo in una lezione alternativa, che facemmo in un’aula affollatissima e che fu molto bella e divertente: sono certo che quegli studenti, che oggi avranno oltre trent’anni, se la ricorderanno bene… Non era solo un grande artista: al di là di questo piccolo episodio, era un uomo generoso, cordiale, disponibile, amabile, ironico e, cosa non comune nell’ambiente della musica, assolutamente disinteressato: non era per niente, insomma, egocentrico, egoista e narcisista come sono tanti artisti, anche molto meno bravi di lui. L’ho rivisto poi in diverse altre occasioni, nel backstage di tanti concerti e, l’ultima volta, alla conferenza stampa dell’Auditorium, l’anno scorso. Oltre a essere un cantante strepitoso, Francesco ha scritto anche dei testi bellissimi, ascoltateli attentamente, e il Banco del Mutuo Soccorso è stato uno dei più importanti gruppi rock non solo italiani ma del mondo intero. Ma la scomparsa di Francesco non è solo una grande perdita per la musica: è una grande perdita umana, detto davvero senza nessuna retorica, e non lo dimenticheremo. Per sua volontà, ai funerali non fiori ma offerte ad Emergency. Addio Francesco, ne guadagnerà il Paradiso intero ma forse potevano aspettare un altro pò, che dici?

Songs and the city

This is the text of my paper given at the Seminar of Ethnomusicology held at the Fondazione Cini in Venice on 30, 31 January and 1 February 2014. The words in bold refer to images projected on a screen. The appendix is made of contents not utilized during the discussion.

pdf_icon Songs and the city

Songs and the city

Questo è il testo della mia relazione per il Seminario di Etnomusicologia tenuto presso la Fondazione Cini di Venezia i giorni 30 e 31 gennaio e 1 febbraio 2014. Le parole in grassetto si riferiscono ad immagini proiettate su uno schermo. L’appendice si riferisce a contenuti in origine previsti e poi non comunicati.

pdf_icon Songs and the city

This is the text of my paper given at the Seminar of Ethnomusicology held at the Fondazione Cini in Venice on 30, 31 January and 1 February 2014. The words in bold refer to images projected on a screen. The appendix is made of contents not utilized during the discussion.

pdf_iconSongs and the city

Pete Seeger

Pete Seeger died yesterday at 94. I’ve always been a friend of the Seeger family since the ’80s, when I met Peggy and Ewan MacColl in England. This is the last postcard I got from Pete when he turned 90 and I interviewed him for Il Manifesto newspaper (the pdf interview, in Italian, on this website in the section ‘articoli’, dated 2009). There is no need to say anything about Pete, such a giant he was. I’ve written a message to Peggy.

Fare thee well, Pete, may God bless you!

Pete Seeger

E’ morto Pete Seeger. Ho intrattenuto rapporti coi Seeger fin dagli anni ’80 e questa è l’ultima cartolina che Pete mi ha spedito qualche anno fa, in occasione di un intervista che gli feci per il manifesto quando compì 90 anni (la trovate in pdf su questo sito nella sezione ‘articoli’, anno 2009). Qualche anno fa se n’è andato anche Mike e oggi mi resta (ci resta) Peggy, che ha scritto una bellissima prefazione al mio libro su (e con e per) Ewan MacColl che uscirà quest’anno. La famiglia Seeger è stata un’istituzione della musica americana e più in generale anglosassone ed è riuscita, come prova questa cartolina (che perciò ho deciso di pubblicare), a pensarsi sempre come una famiglia di artisti militanti al servizio della politica, una politica intesa nel senso nobile della parola e non quella porcheria che conosciamo oggi. Con qualche errore di valutazione a volte, certo, ma con qualche errore che è fatale commettere quando ci si mette interamente in gioco. E loro lo hanno sempre fatto, con coerenza e onestà, anche pagando sulla loro pelle con ostracismi, boicottaggi, esili.

Fare thee well, Pete, may God bless you.

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Venerdì 31 gennaio parteciperò al XIX seminario internazionale di etnomusicologia presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia con una relazione dal titolo “Songs and the city, Itinerant Musicians as living ‘song libraries’ at the beginning of the 20th century in Naples”. Il tema del convegno svilupperà ed amplierà quello dello scorso anno, incentrato sulle nuove prospettive della disciplina e sul tentativo di trasformarla in una musicologia ‘transculturale’. Il programma completo dell’intera manifestazione è sul sito della Fondazione Giorgio Cini

Giovedì 23, dalle 17 alle 19, presso la Biblioteca di Mazzano Romano, presentazione del mio libro Gli spazi della canzone all’interno del ciclo “I giovedì dell’EdA”.